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I danni derivati dal consumo di sigarette

La relazione tra fumo attivo di tabacco e maggior frequenza di malattie non è più da documentare. E’ una delle poche cose certe della medicina. Quando una sigaretta viene fumata ad ogni boccata si genera una corrente primaria che interessa in prima battuta l’apparato respiratorio (fumo attivo) ed una corrente secondaria (combustione passiva della sigaretta) che insieme alla terziaria (fumo espirato dal fumatore) vanno a costituire il cosiddetto fumo passivo. L’assunzione costante e prolungata di tabacco è in grado di incidere sulla durata della vita media oltre che sulla qualità della stessa:

20 sigarette al giorno riducono di circa 4,6 anni la vita media di un giovane che inizia a fumare a 25 anni. Ovvero per ogni settimana di fumo si perde un giorno di vita. Si stima che di 1.000 maschi adulti che fumano uno morirà di morte violenta, sei moriranno per incidente stradale, 250 saranno uccisi dal tabacco per patologie ad esso correlate.

Gli organi colpiti dal fumo di tabacco sono molteplici: l’apparato broncopolmonare e quello cardiovascolare sono i più bersagliati.

I danni delle sigarette non riguardano solo i polmoni. Forse non sono in molti ad essere al corrente del danno cerebrale che può infliggere. Recenti studi, infatti, evidenziano che il tabagismo, con l’andare del tempo, aumenta il rischio di problemi mentali.Chi fuma, da oggi, ha un nuovo motivo per cercare di smettere: le sigarette danneggiano anche la mente! Secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Londra il vizio del fumo, se protratto per lungo tempo (anche durante la cosiddetta "età d’argento"), aumenta notevolmente il rischio di un declino mentale. I risultati della ricerca, infatti, hanno evidenziato che i soggetti fumatori sono maggiormente soggetti ad un danneggiamento dei vasi sanguigni, compresi quelli cerebrali. Il fumo, una volta introdotto, causa un restringimento ed un indurimento delle arterie, compromettendo l’apporto di ossigeno al cervello. Il "vizio della sigaretta", pertanto, con il passare degli anni, non danneggia solo bronchi e polmoni; al contrario sembra colpire e deteriorare anche le funzioni cerebrali. Chi ha intenzione di invecchiare con il corpo, ma non con la testa deve, quindi, abbandonare al più presto l’abitudine tabagica.

15 febbraio 2006 @ 14:27

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